IL QUIZ DI PALESTRO

Palestrivia Quiz: sapere di paese

Una serie di domande sulla cultura palestrese, per conoscere nuovi dettagli o ripassare!

DOMANDA 1

PERCHè LA NOSTRA FRAZIONE SI CHIAMA “pizzarosto”?

RISPOSTA: ‘npisarost =
porzione di terra terminante a punta (“pis”) presso un “rost”, ossia uno sbarramento / argine luogo d’esondazione del Sesia.

pizzarosto

SPIEGAZIONE: La variabilità dell’alveo della Sesia fu alimentata anche dagli ostacoli costituiti da sbarramenti che gli abitanti di Palestro costruivano per derivare acque atte ad irrigare ed azionare mulini: lo sbarramento più importante è quello ancora esistente e noto come diga di Palestro (ciüsa ‘d Palèstar) che serve ad alimentare il Roggione Sartirana, tomba di tanti Austriaci nel maggio 1859. Nella sua posizione attuale, la diga fu costruita nel 1832, in sostituzione di uno sbarramento precedente posto più a sud, all’incirca di fronte a dove oggi sorge Pizzarosto… e distrutto dalla memorabile piena del 1827 (fonte: Zanone, 1998).

La diga è lunga tanti metri quanti sono i giorni dell’anno (365) e nel 1859 doveva essere alquanto semplice, almeno senza uno scivolo a valle (ora ve ne è uno in tre stadi), visto che non risulta sia stata utilizzata dalle truppe per attraversare la Sesia. Tra l’altro, come già ricordato nel Capitolo 1, alla piena del 1827 si deve anche la distruzione della chiesa dei Cappuccini che era abbinata al convento da cui derivò il nome alla borgata.

La costruzione nel 1832 della diga diede luogo ad uno dei confini innaturali ancor oggi esistenti. Infatti, restò isolata in sponda destra della Sesia un’ampia ansa paludosa, che ben presto fu bonificata per opera del limo portato dalle piene. La presenza di tale ansa era segnata da un argine ora abbandonato e da vari stagni.

Lo sbarramento precedente, distrutto nel 1827, è quasi certamente da mettersi in relazione con la formazione di Pizzarosto, frazione di Palestro in sponda destra della Sesia, il cui nome ovviamente non ha nulla a che fare con pizze ed arrosti (fonte: Ferraris, 2006). La località è registrata su una carta geografica solo nel 1852 (fonte: GCSST, 1852 segg.), poco distante da dove, fino a tutto il XVIII secolo, veniva riportata la località Rotto (“Rut” è ancora il nome di una cascina in sponda sinistra), il cui nome è quasi certamente in relazione con una qualche disastrosa rotta del fiume (si ricordano quelle del 1765, 1778 e 1809) che avrebbe costretto gli abitanti locali a trasferirsi dove ora vi è Pizzarosto.

Per tentare di interpretare cosa sta all’origine dello strano toponimo di Pizzarosto, conviene riferirsi alla forma dialettale “‘Npisarost“, ossia “‘n – Pisa – Rost” (il suono nasale ‘n di fronte al nome sta ad indicare lo stato in luogo, come normalmente si usa in dialetto per le piccole località). Secondo Cortelazzo e Marcato (1998):

rost (o rosta) indica uno sbarramento, una diga, una chiusa su un corso d’acqua

pis (pizzo) significa “qualcosa a forma triangolare”, cioè a punta, a cuneo

Entrambi i termini compaiono nei nomi di alcuni comuni del nord Italia, come Rosta (a nord di Torino), Pizzighettone (Lombardia)… e in cime di montagne.

Si può pertanto ragionevolmente ritenere che in un qualche periodo del tormentato vagare del fiume Sesia, il luogo in cui ora sorge Pizzarosto apparisse come una striscia di terra terminante a punta (pis) situata presso uno sbarramento (rosta).

La dicitura può sembrare più semplice da comprendere se si osserva dall’alto la posizione di Pizzarosto sulla cartina geografica: si vede come la frazione sorga nel terreno terminante in modo ristretto (pis) formato da una innaturale ansa del Sesia, formatasi a seguito della rottura del 1827, oltre quello che doveva essere l’argine precedente (rost).

DOMANDA 2

chi è il “chiognu”, a palestro?

RISPOSTA: “chiognu” (o “chiogno”) =
persona con doti di “scienziato” (in senso proprio o ironico) in quanto prevede/indovina il tempo (da F. Chionio, metereologo del 1910)

chiognu

SPIEGAZIONE: “vesi ‘n chiognu” significa letteralmente “riuscire a prevedere il tempo”. Si può dire di persone o di parti del corpo che in seguito a fratture, sentono dolorosamente il mutamento della pressione dell’aria.

Con molta probabilità, il parlante ha perso la consapevolezza di trovarsi davanti ad un nome proprio, che è stato assunto come emblema di una categoria di persone (ne esistono esempi anche in italiano: dall’oratore romano Marco Tullio Cicerone è derivato il nome comune “cicerone” per indicare le guide turistiche, dalla serva di Don Abbondio nei Promessi sposi di Manzoni, chiamata Perpetua, è derivato il nome comune “perpetua”, per indicare la “serva” personale del parroco. Il fenomeno linguistico è chiamato “antonomasia”).

Anche il chiognu del dialetto palestrese cela il nome proprio di una persona. Infatti agli inizi del Novecento, il matematico ed astronomo Fiorenzo Chionio, laureato in matematica a Torino, assistente dell’Osservatorio della città nel 1907 e, dal novembre 1908 al dicembre 1910 direttore della Stazione Astronomica di Carloforte, in Sardegna, faceva le prime previsioni del tempo.

Quasi sicuramente la notizia si è persa, ma la figura è stata assunta per antonomasia ad indicare “colui che prevede il tempo“.

Notizie su Fiorenzo Chionio sono facilmente reperibili in Internet.

NB: Se è quello di “metereologo ante litteram”, il significa originale di “chiogno”, va però segnalato come, nell’uso comune, il termine sia passato anche ad indicare lo “scienziato” come categoria allargata… inteso però in senso paradossale, ossia come “maestro d’ignoranza”…! Tant’è che, nell’uso comune di alcuni, oggigiorno, il termine indica anche una persona che sembra proprio non capire nulla, non “arrivarci”… (MM)

DOMANDA 3

DOVE Si trova il cosiddetto “trulac” (oltrelago)?

RISPOSTA: 

DOMANDA 4

cos’è la “furnasa” e dove si trova?

RISPOSTA: