Cronologia dei fatti accaduti dalla donazione della Parrocchia al Comune del complesso “il campetto” di via Cavour.
In questo ultimo periodo, la popolazione di Palestro si è posta molte domande e sono circolate molte voci inesatte sulla mancata presenza della SOMS al Campetto.
Per chiarire e soddisfare le richieste di spiegazione di quello che sta succedendo, la SOMS , vuole esporre i fatti che sono accaduti e che hanno portato a determinate prese di posizione.
23 settembre 2010
Il Parroco Don Gino Momo in qualità di legale rappresentante della Parrocchia di San Martino in Palestro con atto n. 65215/15313 a rogito notaio Dott. Gianluca Catalano in Mortara, DONA al Comune di Palestro il “Campetto” di Via Cavour.
E qui ci domandiamo :
Questo terreno non era oggetto di donazione della Famiglia Borsa alla Parrocchia per essere adibito ad oratorio come indicato sulla lapide posta all’ingresso dello stesso?
Sull’atto di donazione c’è scritto che l’area ceduta è libera da vincoli e gravami . Ma gli accordi con la Curia di Vercelli (lettera del 21/01/2010) dicono che il contratto tra la SOMS e la Parrocchia San Martino scade definitivamente il 30 agosto 2014. Quindi alla data dell’atto di donazione un vincolo esiste tanto che lo stesso Comune (sua lettera del 21/02/2011 prot. 556) da notizia alla S.O.M.S. dell’avvenuto cambio di proprietà e precisa :”…. pertanto i rapporti giuridici e di locazione andranno regolati con il nuovo proprietario”.
Perché Don Gino Momo dona gratuitamente l’area al Comune mentre chiede alla SOMS di fare un’offerta per l’acquisto dell’area?
SUna stima approssimativa del ”Campetto” lo valutava in circa € 180.000,00 esclusa l’attività commerciale. Dalla data del passaggio di proprietà la S.O.M.S. ha più volte chiesto incontri con gli Amministratori Comunali per sottoscrivere nuovi accordi di più ampio respiro che andassero oltre il 30 agosto 2014 per poter programmare la gestione del Bar. Ma sino ad ora le proposte che sono state fatte alla S.O.M.S. , non potevano essere accolte stante la inaccettabilità di parecchie condizioni anche se un esile spiraglio è ancora aperto.
31 gennaio 2013
scade il contratto di affitto di ramo d’azienda tra la SOMS e il Gestore del Bar “al Campetto” del 20/12/2007 a rogito notaio Avv. Francesco Boggia di Vercelli. Rep. 111774,
La S.O.M.S. , nel frattempo diventata ONLUS, qualche mese prima della scadenza, propone al gestore un nuovo contratto della durata di sei mesi estendibile ad un anno, epoca in cui l’attuale gestore del Bar aveva manifestato l’intenzione di andare in pensione.
Il gestore però, ancor prima della scadenza, ci comunica che la licenza del Bar non è della SOMS ma sua lasciando intendere, pertanto, di voler chiedere a chi subentra, una “buona uscita”. La S.O.M.S. gli fa notare che la licenza ,oggetto del contratto di affitto del ramo d’azienda, è di proprietà della S.O.M.S.. E con l’avvicinarsi della scadenza il gestore ammette che ciò è vero.
Alcuni giorni prima della scadenza del vecchio contratto la S.O.M.S. chiede al gestore se sottoscrive i nuovi accordi con scadenza 31/07/2013. Viene risposto testualmente: “il contratto è stato preso da un amministratore del comune.” Ci domandiamo:
da quanto tempo e con chi il gestore trama ai danni della S.O.M.S. per ottenere vantaggi impropri?
Quale diritto ha il Comune, di interferire nei rapporti tra due parti private?
Dopo qualche giorno (ai primi di febbraio) il Comune convoca la S.OM.S. ( pensiamo per discutere della revisione dei vecchi accordi ancora in essere a suo tempo sottoscritti tra Parrocchia e S.O.M.S. per la gestione del Campetto). Invece, nell’occasione, si fa notare che la S.O.M.S. in quanto onlus non può
esercitare nessuna attività commerciale e quindi non può sottoscrivere alcun contratto. Tale affermazione è accompagnata dal parere (allegato A) di un esperto S.U.A.P. consulente degli Enti Pubblici (parere richiesto qualche tempo prima della scadenza del contratto S.O.M.S./gestore)
A nostro avviso, quindi, tra il gestore e il Comune c’erano in essere dei rapporti finalizzati ad escludere la S.O.M.S. In quell’occasione ci siamo sentiti traditi nella fiducia che riponevamo nelle Istituzioni locali che, invece di parlarci prima, consentendoci di sistemare le cose, ci hanno messo di fronte al fatto compiuto cogliendoci di sorpresa e mettendo in difficoltà una associazione di volontariato secolare e numerosa come la SOMS a Palestro per favorire una persona peraltro nemmeno residente a Palestro.
In quella riunione ci siamo sentiti presi in giro capendo che ormai il Comune aveva deciso di estromettere la SOMS dal Campetto senza avere il coraggio di dirlo apertamente.
Altra domanda: perchè la S.OM.S non è gradita agli attuali amministratori?. . . Davanti sorrisi e salamelecchi dietro forbici e coltelli.
Capito il modo e le intenzioni del Comune, il dibattito, in quella riunione, è stato molto acceso.
Alla fine del “colloquio” la SOMS fa sapere che è sua intenzione verificare presso le proprie fonti quanto espresso dal parere del consulente interpellato dal Comune.
Sentito il Centro Servizi del Volontariato di Pavia, ci viene confermato che sino a fine 2011 le onlus di diritto, quali noi eravamo, potevano esercitare attività commerciali marginali, ma dal 2012 veniva emessa una nota che precisava il significato della frase “attività commerciali marginali” limitandole solo ed esclusivamente a tre casi estremamente limitativi per l’attività complessiva svolta dalla S.O.M.S. per ottemperare al suo oggetto sociale.
Da qui la decisione di chiedere la cancellazione della S.O.M.S dal registro del Volontariato e quindi cessare di essere onlus e tornare ad essere una semplice Associazione di Volontariato come lo era da sempre e regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Mortara. Decisione ratificata dalla assemblea dei Soci
13 febbraio 2013
La S.O.M.S. , in tarda mattinata del 13 febbraio 2013 , comunica (allegato B) al Comune che il 12 febbraio 2013 (prima data utile a seguito della messa in opera del sistema telematico della Provincia di Pavia per trasmettere gli atti) ha provveduto ad inoltrare telematicamente la richiesta di cancellazione dai Registri del Volontariato di Pavia.
Nel pomeriggio, dello stesso giorno in Comune:
- viene redatto il verbale della Polizia Locale (allegato C) in cui non si fa menzione che su quell’area esiste un contratto tra S.O.M.S. e Parrocchia che DEVE essere rispettato. Il Verbale, con il quale si impone alla S.O.M.S. di restituire entro 5 gg dalla notifica (cioè entro il 19 febbraio) la licenza del bar “al Campetto”, viene notificato al Presidente della S.O.M.S. il 14 febbraio alle ore 8,30;
- la Giunta Comunale assume le decisioni raccolte nel verbale n. 24 , circa “ASSEGNAZIONE IN COMODATO DEI LOCALI DELL’IMMOBILE SITO IN VIA CAVOUR N 15 DESTINATI A SEDE DI PUBBLICO ESERCIZIO” (allegato D).
Ci domandiamo:
- Può il Comune prima ammettere che esistono accordi per la gestione di tutta l’area e relative strutture e poi non riconoscerli nel verbale quasi a voler dire la S.O.M.S. per noi non esiste?
- Se la S.O.M.S. comunica che si è tolta da onlus perché tanta fretta per destinare la licenza ad altra persona e di fatto sfrattare la S.O.M.S. dal Campetto?
- I “numerevoli incontri con l’Amministrazione comunale” citati nel verbale di polizia locale sono 2 , Non puzza questo atteggiamento quantomeno singolare nei confronti della S.O.M.S.?
- E’ trasparente tutto quello che si è svolto in Comune tre ore dopo la nostra comunicazione?
Forse nemmeno di fronte a un terremoto si sarebbero prese decisioni così immediate. O era tutto predisposto da tempo? In un pomeriggio non si possono materialmente individuare quelle leggi, leggerne tutti gli articoli, trarre le conclusioni circa il da farsi e scriverle. Neppure sapendo tutte le leggi a memoria si individuano in così poco tempo quelle che fanno al caso specifico.
Tuttavia non potendo fare altro, considerato che il mancato rispetto dell’Ingiunzione alla S.O.M.S. avrebbe avuto conseguenze penali per il suo Presidente, in data 19 febbraio la stessa restituisce la licenza accompagnata da una lettera indirizzata alla Polizia Locale. (allegato E) .
Ci domandiamo:
- Se la licenza in capo della S.O.M.S. non era più valida, nel periodo 1° febbraio 2013 / 19 febbraio 2013 (epoca della restituzione della licenza) e per il successivo periodo necessario a rilasciare quella nuova, il bar è stato aperto in modo abusivo?
- E, se così è stato, perché la Polizia Locale, che non poteva non sapere, non è intervenuta così tempestivamente per far sospendere l’attività per il periodo necessario al gestore per mettersi in regola?
Ricordiamo che quell’esercizio è un bar pubblico e, come sottolineato da una scritta apposta dai gestori sulla insegna dello stesso, “aperto a tutti” . Non riteniamo consono che si dia A QUEL BAR la connotazione di struttura sociale particolare perché altrimenti dovrebbe avere un’altra tipologia gestionale. Il parco del campetto ha utilità sociale ma il bar assolutamente NO. Il Bar è una attività economica produttiva privata come qualsiasi altro bar del Paese che quindi non deve godere di alcun privilegio rispetto agli altri esercizi pubblici solo perché è situato in quell’area.
In Palestro operano Associazioni di volontariato con scopi diversi. In particolare l’oggetto sociale della S.O.M.S. prevede lo svolgimento di attività ricreative, culturali, ambientali, sportive . Una associazione così, qualsiasi altro Comune se la terrebbe stretta e cercherebbe di agevolarne l’attività. Pensiamo che una Amministrazione Comunale debba preoccuparsi di ben altro che non individuare come estromettere la S.O.M.S. dal Campetto.
Se il Campetto ha questo valore e ci è invidiato dai Comuni limitrofi è solo per merito dei volontari della S.O.M.S. che da oltre 30 anni lo gestiscono con cura investendo, in questi anni, oltre 50.000,00 euro per migliorie e manutenzioni varie.
Tuttavia, dopo aver ingoiato l’amaro boccone, la S.O.M.S. , in ottemperanza a quanto espresso dall’assemblea ordinaria del 16 marzo 2013 e dalla Assemblea srtraordinaria del 13 aprile 2013 ha chiesto di riprendere i colloqui con il Comune per arrivare ad un accordo sulla gestione dell’area ponendo solo due condizioni :
- un affitto simbolico (considerato che la S.O.M.S. è associazione di volontariato senza fini lucrativi)
- che venga affidata la gestione di tutta l’area ad un unico soggetto, che nella fattispecie sarebbe la S.O.M.S. , e non a spezzatini perché riteniamo che più soggetti responsabili di molte parti in comune possano finire per scaricarsi vicendevolmente le responsabilità delle stesse con il risultato di non curare adeguatamente la struttura..
Per tutta risposta ci viene proposto il contratto (allegato F) che non va nella direzione sperata. Inoltre ci viene fatto sapere che si effettueranno opere di nuove costruzioni il cui disegno è già stato abbozzato dal professionista prescelto dal Comune ma la S.O.M.S. non può vederlo . Potrà vederlo solo il Consigliere di minoranza che poi provvederà ad illustrarlo al Consiglio della SOMS . ma senza farne vedere una coppia Da che mondo è mondo non si è mai sentito sottoscrivere un contratto di affitto senza conoscere le caratteristiche di cosa si affitta.
Si parla di abbattere la tettoia esistente e di costruire, di fronte agli spogliatoi, una sala polifunzionale di circa 100 mq in sostituzione della biblioteca data in uso alla Banda Musicale privata della sua sede originale alcuni anni fa per modifiche apportate alle scuole elementari (anche qui senza nessuna preventiva comunicazione alla banda stessa), e fino a pochi giorni fa ospitata provvisoriamente nel salone S.O.M.S. . Inoltre si parla di “piazza delle feste” con la costruzione di una ampia pedana fissa davanti alla quale installare una pista da ballo mobile . I giochi dei bambini vengono relegati dove adesso ci sono i campi da bocce. Forse i bambini sono dei pacchi postali e non hanno bisogno di spazio per correre liberamente e senza pericoli.
Ci domandiamo:
- Se proprio si dovevano spendere dei soldi al Campetto perché non si è costruito un salone per la banda sul terreno tra i campi da tennis ed il parcheggio dei camion?
- Magari con una costruzione modulare eventualmente estendibile, in futuro, per la costruzione di spogliatoi per il campo da calcio o altro?
- Alcune ristrutturazioni e manutenzioni non possono essere eseguite ugualmente senza depauperare e cementificare un giardino così accogliente (l’utilizzo di materiali ecologici non sminuisce il fatto di una costruzione ingombrante in mezzo al parco).
- Il campetto è una proprietà privata o pubblica? Il Comune è di tutti i suoi cittadini o solo dei pochi componenti la Giunta Comunale?
- Possono i cittadini esprimere i propri commenti ed eventualmente far modificare le determinazioni della Giunta o siamo in uno stato di oligarchia?
- Perché non viene ascoltata una associazione che meglio di chiunque altro conosce il Campetto?
- Non ci sono altre strutture in Paese che meglio si adattano ad essere adibite a Biblioteca e salone polifunzionale (case Bertola donate proprio per scopi sociali o attrezzare il salone S.O.M.S. concesso in comodato al Comune ancora per molti anni)?
17 maggio 2013
Il Comune convoca la S.O.M.S. per proporre il contratto di affitto del “campetto” .(allegato F).
Già nella premessa ci sono elementi di contrasto con quanto detto in precedenza e proseguendo nella lettura troviamo molte imprecisioni e clausole capestro che andrebbero modificate o tolte. Le nostre osservazioni sono indicate nell’allegato G
Il colloquio si è concluso con un nulla di fatto perché prima di valutare l’opportunità di proseguire nella gestione di tutta l’area vorremmo almeno capire cosa e dove si intende costruire e ristrutturare. Vogliamo che almeno l’aspetto paesaggistico del luogo venga rispettato.
La S.O.M.S. non avendo ancora la certezza del proseguimento oltre il 31 agosto 2014 della gestione del Campetto, tenuto conto che non gli è stata assicurata la restituzione della licenza del Bar dopo la eventuale sottoscrizione del contratto (come indicato nella delibera n. 24) in attesa di nuovi sviluppi ha deciso di soprassedere al rifacimento dei campi da tennis e ha comunicato questa sua decisione al Comune il quale, nel giorno successivo 11 giugno 2013, ha tempestivamente provveduto a concedere in comodato d’uso sino al 31 dicembre 2013 i campi da tennis con relativi spogliatoi ad una società sportiva non residente a Palestro (notizia appresa dall’ Informatore Palestrese del 13 giugno 2013) .
Anche qui tutto segretamente predisposto in anticipo senza alcun colloquio con la S.O.M.S. Inoltre senza chiedere nulla alla S.O.M.S. esponenti dell’Amministrazione Comunale autorizzano la ditta che rifà i campi ad utilizzare la terra rossa di nostra proprietà.
8 luglio 2013
Invio del contratto di affitto dei beni mobili di nostra proprietà utilizzati dal gestore per condurre la propria attività economica .
Considerato che non è tuttora possibile avere in restituzione la licenza del Bar e in attesa di determinazioni del Comune circa l’affitto del “Campetto” in ottemperanza a quanto espresso dalle Assemblee dei soci della SOMS del 16 marzo e del 13 aprile scorsi, con nostra raccomandata del 20 maggio 2013 chiediamo al gestore di discutere presso la nostra sede le modalità del suddetto contratto di affitto.
L’invito non viene raccolto rispondendo con raccomandata, ricevuta il 7 giugno 2013, con cui ci invitava , invece, a mandargli il contratto di affitto.
Con nostra raccomandata del 8 luglio 2013 inviamo il contratto d’affitto che prevede un canone di € 150.00 mensili a partire dal 1° febbraio 2013 firmato dalla SOMS con allegato l’elenco dei beni oggetto dello stesso.
Il mancato accoglimento del contratto di affitto o il ritardato pagamento del canone da libertà alla SOMS di chiedere l’immediata riconsegna in buono stato dei beni sin qui utilizzati.
Tanto dovevamo ai soci S.O.M.S. principalmente ed a tutti i cittadini di Palestro interessati alla vicenda. Invitiamo quanti volessero avere copia degli allegati a rivolgersi ai Consiglieri della S.O.M.S. o chiamare il cell 348/7968824 .
Sarà nostra cura pubblicare questo scritto ed i relativi allegati sul nostro sito internet http://www.somspalestro.it
Palestro, 18 luglio 2013
IL CONSIGLIO DIRETTIVO S.O.M.S..






