Guido Drago
SANT’ANGELO

Guido Drago
Classe 1979; dopo il Liceo Artistico, ho frequentato la Scuola del Fumetto:
ciò mi ha permesso di lavorare come colorista per Diabolik e come disegnatore di sfondi per cartoni animati come i Gormiti, e per il “Canta Tu!” di
TV, Sorrisi e Canzoni.
Dopo una pausa, in cui ho coltivato fragoline per qualche anno, mi sono avvicinato al mondo delle miniature come hobbista;
sono piaciute… ed eccomi qua!
Ho, inoltre, una piccola galleria a Varzi.

ARTICOLO del 2019.
…
L’artista è un personaggio quasi mistico: non appare mai, non vi sono immagini di lui e non si trovano sue informazioni personali sul web. Il fatto stesso che si presenti a noi con uno pseudonimo non ci permette di conoscere il suo vero nome. Egli crea intorno a se l’aura del mito, del misticismo.
E’ questa dunque l’occasione in cui conoscerete qualcosa in più su di lui…
Il nome vero dell’artista è Guido. Diplomato al liceo artistico di Novara ha successivamente frequentato la scuola di fumetto di Milano.
Ha lavorato qualche tempo come illustratore per ragazzi Collaborando anche con il fumetto di Diabolik (quello che usciva con la rivista Panorama), ha avuto esperienze nei cartoni animati ed è autore di diversi cortometraggi.
Le sue opere si sviluppano intorno al mondo della miniatura, arte antica che arriva dal passato, di cui molto – tutto – è stato già detto, ma Guido sviluppa quest’arte in modo del tutto innovativo, facendola sua, imprimendole dei significati che vanno al di là della miniatura stessa.
Quelle dell’artista sono visioni post-apocalittiche, in cui l’uomo si ritrova immerso in scenari del tutto inaspettati, visti solo nei film futuristici e fantasy.
Parliamo di piccoli mondi, mondi che stanno nel palmo di una mano, dentro i quali ci si perde nell’osservare i dettagli della scena e del movimento.
Perché è proprio questo a cui possiamo assistere: una scena in movimento nella quale i personaggi sono intenti a “sopravvivere”, in questi nuovi paesaggi creati nella distruzione della civiltà.
Nell’atto dell’osservare, il tempo sembra fermarsi, e si viene rapiti dentro la scena miniaturizzata. La mente viene assorbita dalla verosimiglianza di ciò che si sta osservando.
E allora paura mista a meraviglia pervade l’osservatore quando si rende conto che ciò che sta osservando che potrebbe essere l’anticipazione di ciò che avverrà.
(fonte: https://larteficio.com/eventi/planeteus-585-guido-drago-mostra-personale/)










































































